La direttiva whistleblowing obbliga le aziende (con più di 50 lavoratori o che abbiano adottato un Modello 231) a dotarsi di strumenti per denunciare violazioni e comportamenti scorretti senza timore di ritorsioni. La mancata istituzione dei canali di segnalazione interni porta all’applicazione di una sanzione amministrativa che va da 10.000 a 50.000 euro.
IL TIGLIO SRL fornisce, oltre alla piattaforma informatica, a una casella postale e a un numero verde, il servizio di gestore esterno assicurando il totale anonimato del segnalante al fine di tutelare l’azienda da segnalazioni strumentali.
L’attivazione di tutti i Canali è immediata. Forniamo tutti i documenti necessari sia dal punto di vista organizzativo che per la privacy che possono essere personalizzati, con il supporto dei nostri tecnici, in meno di un’ora. Vengono anche fornite indicazioni sulle modifiche da apportare al Modello 231.
Se disponete di ChatGPT Plus potete chiedere informazioni specifiche sulla gestione delle segnalazioni.
Telefono
Visti i tempi stretti per mettersi in regola con il D.Lgs. 24/2023 potete mandare un SMS al numero 345 161 1253 con scritto “Segnalazioni” e verrete ricontattati da nostri consulenti che potranno anche, se lo desiderate, chiarire dubbi sul Decreto.
Utilizzeremo i Vostri riferimenti unicamente in relazione all’offerta di SQuadra-Segnalazioni e vi contatteremo una sola volta e quindi cancelleremo i Vostri riferimenti.
Il D.lgs. 24/2023 può essere utilizzato strumentalmente visto il gran numero di comportamenti considerati ritorsivi che debbano, ai sensi del Decreto, presumersi posti in essere a causa della segnalazione (inversione dell’onere della prova). Per questo IL TIGLIO SRL offre un servizio che non include solo un software e l’attivazione degli altri canali, ma anche un team di professionisti che garantiscono all’azienda la certezza della segretezza del segnalante in modo che nessuna azione possa essere considerata ritorsione a seguito della segnalazione.
Il canale informatico, totalmente personalizzabile in autonomia dall’azienda, utilizza la crittografia e separa i dati relativi all’identità del segnalante dalla segnalazione. Il segnalante può indicare soggetti che non desidera trattino la sua segnalazione per evitare qualunque conflitto di interessi. Il segnalante può accedere al canale, per garantire l’intelocuzione, attraverso un codice ed una password da lui scelti (quindi anche se anonimo). Forniamo, inoltre, una casella postale per le segnalazioni cartacee e un numero telefonico (gratuito per l’Italia) per il canale orale che, come indicato dalle Linee Guida ANAC, devono essere “nuove e ulteriori modalità di presentazione della segnalazione” e non, semplicemente, l’aggiunta di un allegato vocale alla piattaforma informatica. Anche per questi canali “tradizionali” offriamo specifiche misure atte a garantire la riservatezza dell’identità del segnalante.
Il D.Lgs. 24/2023 disciplina la protezione delle persone che segnalano violazioni di disposizioni normative nazionali o dell’Unione Europea, che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato, di cui siano venute a conoscenza in un contesto lavorativo pubblico o privato. Il segnalante non può subire alcuna ritorsione a seguito della segnalazione. Nel caso dovesse avvenire, l’atto di ritorsione viene annullato e l’azienda riceve una sanzione amministrativa da 10.000 a 50.000 euro. Possono effettuare segnalazioni i lavoratori dipendenti e autonomi, i collaboratori, i liberi professionisti, i consulenti, i volontari/tirocinanti (anche non retribuiti), gli azionisti e le persone con funzione di direzione, amministrazione e controllo.
Sono violazioni: gli illeciti penali, civili, amministrativi o contabili diversi rispetto a quelli individuati dalla normativa europea; le condotte illecite rilevanti ai sensi del D.lgs 231/01 e le violazioni dei modelli di organizzazione e gestione da esso previsti; le violazioni delle normative europee e delle normative nazionali in materia di appalti pubblici, tutela dell’ambiente, tutela della vita privata, protezione dei dati personali e sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Sono invece escluse le contestazioni, rivendicazioni o richieste di carattere personale e le segnalazioni in materia di sicurezza nazionale.
Le segnalazioni possono effettuarsi tramite canali di segnalazione interna, canali di segnalazione esterna (ANAC), divulgazione pubblica o denuncia all’autorità giudiziaria. Il canale di segnalazione interna può essere gestito da un soggetto esterno o interno, a patto che sia autonomo e specificamente formato, e deve garantire la totale riservatezza e segretezza della segnalazione e del segnalante. La segnalazione può essere effettuata in forma scritta, anche con modalità informatiche, o in forma orale, attraverso linee telefoniche, sistemi di messaggistica o incontro diretto.
IL TIGLIO SRL è composto da una squadra di professionisti che operano nell’ambito della consulenza organizzativa aziendale. Ci concentriamo soprattutto sulla realizzazione di software per le aziende al fine di aiutarle nel rispondere agli aspetti legati alla responsabilità amministrativa (D.Lgs. 231/01), alla privacy (GDPR), alla sicurezza sul lavoro (ISO 45001), alla sicurezza delle informazioni (ISO 27001) e alla parità di genere (PdR 125).
Forniamo, del 2017, una soluzione specifica in materia di whistleblowing che abbiamo riprogettato in conformità a quanto previsto dal D.lgs. 24/2023.
Da oltre 15 anni forniamo le soluzioni informatiche e i servizi relativi alla privacy ed al D.Lgs. 231/01 per tutti gli iscritti all’Associazione Nazionale Costruttori Edili con la quale abbiamo anche collaborato per la realizzazione delle ultime versioni dei Codici di Comportamento per le imprese di Costruzione ritenuti idonei dal Ministero della Giustizia ai sensi del D.Lgs. 231/01.
Il termine inglese, di ostica pronuncia, “whistleblower”, letteralmente “soffiatore nel fischietto” non trova una parola semanticamente equivalente nel lessico italiano. Manca la parola, ma è innanzitutto il concetto designato a essere poco familiare presso l’opinione pubblica italiana. Parole come spia, delatore, talpa, informatore o anche spifferatore non garantiscono l’equivalenza né denotativa né connotativa con whistleblower, perché veicolano connotazioni negative di segretezza e anonimato legati a slealtà, al tradimento di un patto di fiducia, generalmente motivato da un tornaconto o un interesse personale. In nessun modo, dunque, queste voci sono associabili in italiano a un comportamento etico, virtuoso, manifestazione di senso civico. Restano le opzioni lessicali più neutre di denunciatore / denunciante, segnalatore / segnalante. Nel 2016 l’Accademia ha proposto «allertatore civico».
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