D.Lgs 231/01

PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

Le presenti note sono tratte da un documento redatto da Dino Bogazzi.

  1. CORRUZIONE E COMPETITIVITÀ

L’Italia si colloca solo al sessantesimo posto su centosettantasei paesi nella classifica del Rapporto sulla corruzione nel mondo, pubblicato nel gennaio 2017 da Transparency International.

Con un indicatore di percezione della corruzione – CPI pari a 47 su 100, dove 0 corrisponde a molto corrotto e 100 a per nulla corrotto, il nostro Paese segna nel 2016 un leggero miglioramento sulla posizione dell’anno precedente (CPI = 44, 61mo posto).

Il valore dell’indicatore CPI nel nostro Paese è in ogni caso nettamente peggiore rispetto alla media dei 28 paesi dell’Unione Europea, dove l’Italia è terzultima e precede solo Grecia e Bulgaria (tabella dati in Figura 1).

Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza che la presenza di consolidati e diffusi fenomeni corruttivi nella Politica, nella Pubblica Amministrazione, nel mondo delle Imprese e nei comportamenti privati, oltre ad essere intollerabile dal punto di vista etico, diminuisce la competitività di un Paese.

Una significativa correlazione fra corruzione e competitività è mostrata dalla già citata tabella in Figura 1, nella quale per ciascuno dei 28 paesi dell’Unione Europea sono riportati sia l’indicatore di corruzione CPI che l’indicatore di competitività GCI: è immediatamente riscontrabile che i paesi più virtuosi in tema di corruzione sono anche quelli che raggiungono i migliori risultati in tema di competitività economica.

Il contrasto dei comportamenti corruttivi è quindi, oltre che una battaglia per la legalità, uno strumento per rafforzare lo sviluppo del nostro Paese.